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28/05/2009
Riccardo Caniato - Le apparizioni di Medjugorje. «Intervista con la veggente Marija»


«DA 28 ANNI ANNI LA MADONNA MI APPARE OGNI GIORNO»

ESTRATTO DELL'INTERVISTA CON MARIJA PAVLOVIC LUNETTI

di Riccardo Caniato dallo Speciale su Medjugorje del settimanale OGGI
in edicola questa settimana
Riccardo Caniato è autore con Vincenzo Sansonetti del volume:
Maria, alba del terzo millennio



È venuta anche stasera?
Sì, durante la preghiera.

Viene sempre qui, in casa tua?
Non sempre qui, ma dove io mi trovo

E com’era?
Bellissima, di più, come sempre (sorride).

Succede da ventotto anni, è cambiato qualcosa in lei durante questo tempo?
No, io sono cambiata, sto diventando vecchia (ride). La Madonna è sempre giovane.

E «bellissima»…
Non solo come l’intendi tu. Noi tante volte ci appoggiamo a un’immagine esterna che non ha corrispondenza nell’io. A volte vestiamo delle maschere che coprono una malattia, una sofferenza, le paure, il vuoto. Per Maria non è lo stesso, non a caso quando abbiamo osservato «Come sei bella!», lei ha risposto: «Sono bella perché amo», facendoci percepire un modo di essere che la investe completamente. La sua bellezza di fuori fa trasparire la pulizia, la luce, l’equilibrio interiore. Nella Madonna c’è perfezione d’ordine, armonia. È una bellezza di una persona compiuta, a immagine di Dio, trasuda la santità di chi vive nella sua presenza. E devi vederla quando ride!

Com’è il suo sorriso?
Sconvolgente, vieni attraversato da un torrente di acqua gelata.

Ma è vero che l’hai anche potuta toccare?
In certe circostanze, come nei compleanni, gli onomastici, talvolta la Madonna mi ha abbracciato e mi ha dato un bacio.

E che cosa hai sentito?
Il suo corpo. È come il tuo.

È successo anche agli altri veggenti?
Sì. E negli anni ne hanno fatto esperienza anche i pellegrini. Molti hanno testimoniato, per esempio, di aver sentito sulla testa le sue mani di Maria che si posavano per la benedizione al termine dell’apparizione.

Ma che cosa vi dite in quei momenti?
Quando non deve darmi un messaggio, preghiamo: per i consacrati, per gli sposi, per i malati. Le presento le persone che hanno chiesto una grazia.

Hai la libertà di chiederle tutto quanto ti passa per la testa?
Non è facile da spiegare: ora che sono qui con te, avrei mille domande… Ma al suo cospetto vengo assorbita completamente e tutto il resto, pur rimanendo presente in qualche forma nella coscienza, diviene non proprio insignificante, ma compreso in un senso più ampio, che lo supera.

Ti esaudisce sempre quando le chiedi una grazia?
No. Il piano di Dio non combacia con i nostri.

Ti dispiaci per questo?
Umanamente provo dolore. Soprattutto di fronte al pianto di una mamma e di un papà a cui muore un bambino per il quale stavamo pregando. Ma, anche qui: nella luce di Dio si vedono le cose da un punto di vista diverso che le abbraccia tutte e comprendi che c’è un bene e un ordine superiore. In quel momento la volontà di Dio diventa normale da accettare.

Anche la morte è normale?
Può sembrare assurdo a chi non crede, ma la morte è un motivo di gioia, perché è il momento in cui un figlio di Dio entra nell’eternità del Paradiso. Quando uno muore con la preghiera dell’Ave Maria sulle labbra, quando uno muore in pace, noi sappiamo che allora si compie la sua vita in Dio. La Madonna ci ricorda che siamo tutti di passaggio come un fiore che oggi c’è e domani non è più. Morire si deve, ma è come si muore che fa la differenza, perché è in palio il Paradiso.

Il Paradiso, una volta, la Madonna te lo ha mostrato…
Sì, anche l’Inferno e il Purgatorio, perché fossimo certi che esistono. Ho visto il Paradiso come se fossi affacciata da una finestra. Ne ho tratto un’immagine indelebile, che si ripropone in una sua porzione splendida ogni qualvolta Maria mi compare davanti da sola, o col Bambino, o fra gli angeli. Non pensare che un veggente sia esente dalle prove della vita; ha tentazioni, cade, soffre, nutre dei dubbi… Talvolta, per esempio, per la mia imperfezione fatico a sentire col cuore la presenza di Gesù nell’Eucaristia e vi aderisco solo con la fede; ciononostante, più profonda permane questa visione di pace e di luce, che ha scolpito nell’anima la certezza che la mia vita non finisce qui, sottoterra. La morte non ha l’ultima parola. Mia mamma, mio papà, ora vivono presso Dio, capisci? Questo mi dà lo slancio per affrontare ogni giorno la mia battaglia, per riuscire a fare un’opera di bene che mi guadagni un passo nella direzione giusta, verso il Paradiso.

La Madonna ti ha mai detto qualcosa di personale?
I colloqui a volta sono anche personali. Questo avveniva soprattutto nei primi anni: a volte ci riprendeva, ci aggiustava. Talvolta lo fa ancora: la Madonna vorrebbe che vivessimo con serietà, ma nella certezza e nella gioia che Cristo è risorto. A lei non garba l’immagine del cristiano pio e compostino, vestito di scuro… Ci vuole consapevoli del peccato originale, del male e delle tentazioni a cui siamo soggetti, ma anche della libertà di scegliere il bene e a questo ci sprona, chiedendoci di vivere la santità nel quotidiano, ricordandoci che Gesù ha trionfato e che per questo possiamo rimanere lieti anche nei momenti di grande fatica e di malattia.

Che intimità incredibile fra voi!
Intimità, in senso letterale, non l’avremo mai, perché la Madonna io la vedo come la Signora del Cielo e della terra, e mi sento come una briciola travolta in un oceano di grazia. C’è un abisso fra noi: dinnanzi a lei che è immacolata io percepisco tutti i miei peccati, mi sento come un poveraccio al cospetto della Regina, uno strumento inutile, mentre lei ha dato Gesù all’umanità. Eppure, al tempo stesso, mi rapporto a lei come a una madre, ricevendo attenzioni e comprensione che superano le capacità di una mamma naturale. In pratica mi viene spontaneo chiamarla «Madre», pur vivendo un’esperienza e una differenza profonda, che non saprei spiegare, rispetto ai legami coi miei genitori terreni. Più che intimità, direi familiarità.

Dici di incontrare una Regina, ma poi la descrivi coi lineamenti di una ragazza materna e di un’umiltà incredibile…
È proprio la sua umiltà, la sua purezza, la sua semplicità indescrivibili a innalzarla e a fare di lei una regina. Di fronte a tanto amore, a tanta bellezza, alla delicatezza con cui si rivolge a noi chiamandoci «Cari figli» non puoi che dire grazie e farti piccolo.

Com’è cambiata la tua vita quel giugno 1981?
È stata una Pentecoste. Quello che più conta è che è cambiata la vita di fede. Ero cattolica, andavo a Messa la domenica, mi confessavo il primo venerdì del mese; ma è dopo le apparizioni che ho capito perché si fa questo. Anche il carattere si è trasformato. Ero timidissima, la mia casa era il mondo: andavo a scuola a Mostar e mi tremavano le gambe. È cambiato tutto. Ho passato anni incontrando ogni giorno folle di pellegrini a Medjugorje e nei cinque continenti, ovunque sono stata invitata. Infine, ho sposato un italiano. Maria mi ha dato forza.

Amici e familiari ti hanno creduto subito?
Tutti. Mio fratello lavorava in Germania. In quei giorni di giugno fece uno strano sogno: c’era un sacco di gente intorno alla nostra casa; e finì col preoccuparsi perché non riusciva più a telefonare. Si precipitò a Medjugorje e solo sul posto seppe che la Madonna appariva anche a me. Corse fino a casa facendosi largo fra parenti e amici gridando: «Fatemi vedere Marija e vi dirò se è vero ciò che dite». Era uno di quei giovani che diffidano rispetto a questo genere di cose e abituato a pensare che Dio, se c’è, non sia certo interessato ai casi nostri. Trovatami, mi ha fissato negli occhi: qualcosa di diverso ha visto, perché si è messo a piangere. Così pure la mia migliore amica; dopo avermi visto raccontare alla gente delle apparizioni, mi avvicinò e mi disse: «Marija, io ti credo. Per parlare così forte, non puoi avere che Dio e la Madonna dietro». Lei, poi, è diventata una guida dei pellegrini.

Nel 1981 eri una ragazzina. Hai sofferto per non aver vissuto le normali esperienze dell’adolescenza?
Io, Vicka, Ivan e gli altri abbiamo passato la giovinezza con la Madonna. È stata lei la nostra compagnia, la nostra discoteca, il nostro divertimento. Che cosa desiderare di più? Mettersi in ginocchio a pregare è stato per noi il frutto del ringraziamento di poter godere della sua presenza. Tutto è stato fatto con una gioia immensa di riconoscenza, ma anche nello sforzo sincero e gratuito di corrispondere all’amore che lei ci ha sempre dimostrato, accompagnandola un poco nella sua opera costante di intercessione per tutti.

Tu e gli altri cinque ragazzi di Medjugorje vi siete sposati, Bernadette di Lourdes e Lucia di Fatima si sono ritirate in convento.
Abbiamo chiesto alla Madonna che cosa desiderasse per noi e ci ha lasciato liberi. Io ho pensato seriamente a farmi suora, e anche Vicka. Poi ci siamo innamorate. I consacrati sono figli prediletti del Cielo, capaci di una paternità e di una maternità che abbraccia la Chiesa e che si nutre davanti al tabernacolo: Dio ha reso i sacerdoti suoi ministri e le suore portano il suo amore dove c’è sofferenza e solitudine come negli ospedali, negli orfanotrofi… Tuttavia, si può e si deve testimoniare Dio e servirlo qualunque sia lo stato di vita che si conduce. Fuori dalla convento, io sono stata libera di raccontare al mondo la mia storia.

Da 25 anni la Madonna ti ha scelto per comunicare alla Chiesa e al mondo i suoi messaggi. Perché proprio te?
A ciascuno di noi sei la Madonna ha dato dei semplici compiti, soprattutto di preghiera e di intercessione, forse per farci capire che Gesù ha bisogno di ciascuno e della Chiesa nella sua opera di salvezza. All’inizio delle apparizioni abbiamo chiesto a Maria perché avesse scelto noi. E lei ha risposto che non eravamo «né migliori, né peggiori degli altri».

Com’è che la Madonna ti trasmette i suoi messaggi?
Durante l’apparizione del 25 del mese lei mi comunica il messaggio, parlandomi in croato. In seguito, per qualche tempo, mi si impone un ricordo anche visivo e acustico che si mantiene per il tempo sufficiente di trascrizione e rilettura del testo.

Qual è il messaggio più importante?
La Madonna si è presentata col nome di Regina della Pace. La pace è il suo biglietto da visita: attorno a questo messaggio, io penso, girano tutti gli altri…

Qual è la preoccupazione di Maria?
La Madonna ha a cuore la salvezza delle anime. L’uomo che non si riconosce creatura si perde, non sapendo che valore dare alla vita finisce per disprezzarla; tentando di dominarla ma non potendo farlo, perché la vita non dipende da lui, cerca di manipolarla. Per questo la Madonna ha detto: «Voi state distruggendo non solo la vostra vita, ma anche il pianeta in cui vivete, nel tentativo di creare un mondo senza Dio». Ma così, alla fine, resta il vuoto, la disperazione, come dimostra la grande crisi globale.

Qualcuno dice che la Madonna oscura Gesù.
Al contrario, se ami la Madonna finisci per amare Gesù. Lei ha detto che più importante dell’apparizione è la Messa, perché nell’Eucaristia incontriamo suo Figlio ed è lui che ci salva. La Madonna ha sempre indicato anche gli altri Sacramenti: se veramente vuoi perdonare, devi confessarti, perché per dare un perdono duraturo prima devi riceverlo. La Madonna ci ama di un amore folle, perché folle è stato l’amore di suo Figlio che ha accettato di morire per noi.

Amati di un amore folle?
Vedi quante sfumature? Abbiamo parlato di un «umile» ragazza che, con il suo sì, ha reso possibile un progetto «immenso». A Medjugorje ha detto: «Se sapeste quanto vi amo piangereste di gioia», e io, ogni volta me la trovo davanti, comprendo che è proprio così.


Riccardo Caniato

 




 
 
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